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Vaccinare il proprio gatto

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Che cosa sono i vaccini per il gatto

I vaccini per il gatto sono sostanze create dall’uomo per aiutare il corpo del micio a combattere alcune malattie. Quando vacciniamo il nostro gatto gli  garantiamo un’immunità nei confronti di virus o batteri (gli antigeni). E’ un metodo sicuro per tenerlo lontano da patologie anche molto pericolose. In base alla malattia che vogliamo evitare, il vaccino conterrà una parte di quel virus che servirà al sistema immunitario del nostro gatto a creare le giuste difese. Queste sostanze possono essere iniettate per via intramuscolare (IM) o sottocutanea (SC).

I vaccini sono importanti: lo afferma la WSAWA

E’ la WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) che ha pubblicato le linee guida per la vaccinazione del gatto, a cui i veterinari devono far riferimento.

Vaccino con virus vivo

I vaccini possono essere a virus vivo, ossia contengono microrganismi del battere o virus vivi indeboliti in laboratorio. Una volta iniettati nell’organismo, ne stimolano una risposta immunitaria che servirà al gatto per combattere il virus della malattia classica, laddove si dovesse presentare l’occasione. Essendo modificati in laboratorio non causano la malattia clinica.

Vaccino con virus inattivo

Invece, i vaccini con virus inattivo, contengono appunto virus uccisi che toglie loro la possibilità di moltiplicarsi e causare la malattia. Per fare effetto devono essere somministrate più dosi rispetto a un qualsiasi vaccino a virus attivo.

Quali vaccini fare al gatto

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Le vaccinazioni di base per il gatto si chiamano vaccini core e sono contro la Parvovirosi felina (FDV), la Calicivirosi felina (FCV) e la Rinotracheite da herpes virus felino di tipo 1 (FHV-1).

Le tre vaccinazioni vengono chiamate Trivalente, sono obbligatorie e data la pericolosità delle malattie che combattono, vanno fatte a tutti i gatti.

Esistono poi i vaccini facoltativi, o non core, che vengono somministrati solamente quando il gatto è sottoposto a un reale rischio infettivo. Il reale rischio infettivo viene stabilito sulla base di specifiche informazioni che riguardano l’ambiente in cui il gatto vive, se si stratta di un gatto domestico o libero, la cartella clinica del gatto, lo stile di vita, ecc. Rientrano in questa categoria i vaccini per:

  • Rabbia
  • Virus della leucemia felina (FeLV)
  • Virus dell’immunodeficienza felina (FIV)
  • Clamidosi
  • Bordetella bronchiseptica
  • Peritonite infettiva felina (FIP)
  • dermatofiti

Due di questi tipi di vaccinazioni le troviamo nella Pentavalente e sono contro la Leucemia Felina e la Clamidiosi. Il nome Pentavalente fa riferimento al numero di vaccinazioni che contiene, ossia cinque (per questo “penta”). La vaccinazione trivalente è indicata per i gatti che vivono esclusivamente in casa, mentre la pentavalente per quelli che possono uscire all’aperto e magari gironzolare fuori dal recinto.

Il vaccino contro la rabbia viene considerata “core” se si abita in una zona dove il virus della rabbia è endemico, anche quando non è espressamente richiesto dalla normativa vigente.

Rivolgendosi al proprio veterinario di fiducia sapremo quali vaccini sono obbligatori per legge, ma anche quali vaccinazioni volontarie ci raccomanda affinché la salute del nostro gatto sia tutelata il più possibile.

Quando vaccinare il gatto  

Prima di iniziare la vaccinazione nel nostro gatto, è necessario assicurarci che gli siano stati eliminati i parassiti, che abbia un buono stato di salute e che il suo sistema immunitario sia sufficientemente sviluppato in quanto, se così non fosse, l’azione del vaccino potrebbe non essere efficace.

Durante la gravidanza, il gatto è protetto dall’utero, mentre una volta fuori la madre trasferisce al figlio parte delle difese immunitarie attraverso l’allattamento. Ciò che lo protegge in questa fase della sua vita è il colostro (il cosiddetto primo latte) prodotto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza e nei primi giorni dopo il parto. La cosa più importante da sapere è che bisogna aspettare la fine dello svezzamento, al termine del quale il gatto avrà un sistema immunitario abbastanza sviluppato, anche se non necessariamente del tutto.

Infatti, l’immunità comincia a scomparire tra le 5 e le 7 settimane di vita. Pertanto, il momento ideale per vaccinare la prima volta il nostro gatto è quando compie il secondo mese di vita.

Finchè il nostro piccolo felino non viene vaccinato, non deve esser portato fuori di casa e non deve interagire con gli altri gatti. Non sapendo se le sue difese immunitarie possono tutelarlo pienamente meglio evitare. Dobbiamo infine tener presente che, se ci troviamo davanti un gatto randagio o un cucciolo abbandonato bisogna opportunamente portarlo dal veterinario per un controllo, visto che con molta probabilità il gatto non avrà nessun vaccino. Invece, quando il gatto viene acquistato da un allevamento o da un precedente proprietario, si avrà a disposizione un libretto con indicate le vaccinazioni fatte ed eventuali richiami da fare.

Un esempio di piano vaccinale

Premesso che il piano vaccinale non è uguale per tutti i gatti, qui di seguito ti mostriamo un calendario tipo che deve seguire il gatto:

  • 1,5 mesi: bisogna fare una antiparassitaria prima che il gatto venga vaccinato.
  • 2 mesi: test della leucemia e della immunodeficienza. Prima dose della trivalente.
  • 2,5 mesi: prima dose della vaccinazione contro la leucemia felina.
  • 3 mesi: rifare la vaccinazione trivalente.
  • 3,5 mesi: rifare la vaccinazione contro la leucemia.
  • 4 mesi: primo vaccino contro la rabbia.

Annualmente bisogna rifare le vaccinazioni sopraelencate per mantenere attivi gli effetti che con il tempo si perdono. Pertanto ogni anno rivaccineremo il nostro gatto con la trivalente, il vaccino contro la leucemia e anche quello contro la rabbia. Siccome ogni anno cambiano i piani sanitari e le vaccinazioni potrebbero cambiare, rivolgiti al tuo veterinario per accertare quali sono quelle obbligatorie e quali quelle consigliate.

Gatto domestico: perché vaccinarlo?

La vaccinazione è un atto d’amore per il nostro gatto, perche non solo lo protegge da eventuali malattie ma lo rende potenzialmente longevo e attivo, sia che conduca una vita casalinga o una più selvatica.

Quando e perchè fare il richiamo

Il piano delle vaccinazioni viene stabilito dal veterinario solo dopo aver eseguito una visita al gatto e aver chiarito dove vive. Il veterinario rilascerà al proprietario un libretto delle vaccinazioni dove saranno segnati i vaccini già fatti e i successivi richiami da fare. Questo libretto deve sempre accompagnare il gatto anche quando lo si porta in vacanza.

Il richiamo viene fatto un anno dopo il primo richiamo, che viene solitamente effettuato dopo circa ¾ settimane dal primo. Se si salta solo un richiamo il vaccino perde l’efficacia e l’intero protocollo vaccinatorio andrà ripetuto dall’inizio.

In determinate situazioni il vaccino può avere un secondo richiamo. Pensiamo ai gatti che vengono lasciati in strutture quali pensioni: il soggiorno in pensione può essere stressante per il gatto e può comportare l’esposizione ad agenti infettivi.

Quanto costa vaccinare un gatto

La vaccinazione del gatto è una procedura semplice e non eccessivamente costosa che aiuta a contrastare spiacevoli problemi. Il costo del vaccino può cambiare per diversi motivi: la tipologia di vaccino, la zona in cui viene fatto, la visita che fa il veterinario insieme al vaccino. Solitamente il costo dei vaccini oscilla tra i 30 e i 50 euro. I vaccini, come la trivalente, essendo obbligatori avranno costi più contenuti.

Non aspettare a vaccinare il tuo micio!

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