L’alimentazione del gatto

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Cat sitter a Milano

Vuoi sapere su cosa si basa l’alimentazione del gatto? Leggi sotto per saperne di più.

I gatti sono in natura dei cacciatori carnivori che si nutrono di carne quotidianamente dalla quale prelevano la taurina. La taurina è un amminoacido che li protegge dai disturbi che una sua carenza può causare quali i disturbi oculari o cardiaci, deficit immunitario e nelle femmine problemi di riproduzione.

Sebbene il gatto sia un animale carnivoro, la sua alimentazione naturale deve prevedere anche un ridotto consumo di erba. L’erba è tuttavia importante perché lo aiuta a digerire e ad espellere i boli di pelo ingeriti quando si lecca. Oltre all’erba, nella sua alimentazione si possono introdurre carboidrati, ma in maniera ridotta in quanto è in grado da solo di ricavarseli dalle proteine. Dunque non esageriamo con pane, riso, zuccheri altrimenti si corre il rischio di provocare malattie come il diabete.

Anche il latte sarebbe da evitare, nonostante al gatto piaccia molto; non riuscendo a digerire il lattosio potrebbe causargli diarrea. Invece, gli alimenti assolutamente da evitare sono il cioccolato, caffè, the, uova crude, cipolle o aglioSono alimenti altamente tossici per il gatto ed è bene non lasciarli in vista, in quanto il gatto potrebbe finire per mangiarli.

Oggi sono disponibili per il gatto diverse qualità di cibi, da usarsi in svariati modi. I cibi in scatola composti da carne o pesce, sali, gelatine, vitamine, coloranti chimici, molto nutrienti per il micio. Così come i cibi umidi, che possono essere inseriti nella dieta quotidiana del gatto. E’ importante sapere che entrambi gli alimenti contengono una buona quantità di acqua, nutriente che non deve mai mancare nella dieta del nostro micio.

I cibi secchi sono ben equilibrati nei nutrimenti e pratici da usare, però hanno poca acqua e un basso contenuto di grasso. Siccome il gatto nel corso della giornata fa pochi pasti al giorno, preferendo cibi caldi o tiepidi, è consigliabile non lasciare la ciotola troppo piena. Il cibo secco stando a contatto con l’aria perde la sua fragranza e diventa poco appetibile per il gatto. Si potrebbe riempire la ciotola con una successiva piccola porzione non appena il gatto finisce la precedente, così da evitare anche di incappare in una sovralimentazione.

Come già accennato prima, di fondamentale importanza è la presenza dell’acqua nell’alimentazione del gatto. Bisogna essere sicuri che il gatto beva la giusta quantità d’acqua, per questo motivo la ciotola deve essere sempre presente e piena d’acqua, possibilmente fresca.

Ovviamente l’alimentazione va curata nel caso in cui il vostro gatto soffra di specifiche patologie. Esistono oggi in mercato cibi specifici a seconda della salute del gatto, se questi ha problemi di diabete, di reni, al fegato, che devono essere consigliati dal veterinario dopo aver diagnosticato eventuali patologie. Ricordiamoci che l’alimentazione oltre a nutrire e a migliorare la salute del nostro gatto, può rappresentare a lungo andare anche una cura.

Riassumiamo brevemente alcuni comportamenti da adottare quando si dà da mangiare al nostro amico gatto:

  • L’acqua deve essere sempre presente in una ciotola e cambiata sovente (due volte al giorno), deve essere posta in un ambiente pulito, mai vicino alla cassettina igienica.
  • Il cibo umido può essere dato al gatto fino a due volte al giorno nell’arco della giornata, va dato ad orari fissi ed in piccole quantità tali da non essere avanzato, ciò che viene avanzato non può essere lasciato nella ciotola (il cibo deperito può fare male al gatto se mangiato). Il cibo umido deve essere offerto al gatto a temperatura ambiente o caldo, non deve scottare o essere freddo (come quello appena preso dal frigorifero)
  • Il latte non viene digerito da tutti i gatti, però esistono in commercio bottigliette di latte senza latticini specifiche per gatti, i cuccioli fino ad un anno di età e le mamme gravide ed in allattamento lo adorano, non è necessario ai gatti adulti.

Come accorgersi se il nostro gatto è obeso o troppo magro?

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  • Il gatto sovrappeso: per i gatti che soffrono di obesità vi sono alimenti specifici chiamati “light” che hanno poche calorie. A tal proposito un mito da sfatare è quello che vuole il gatto sterilizzato un gatto tendente all’obesità. Un’alimentazione sana e correttamente bilanciata è da preferire ad una “light” erroneamente consigliata per prevenire l’obesità nel gatto.
  • Il gatto sottopeso: per capire se è sottopeso è sufficiente accarezzarlo sul dorso, se il gatto ha un peso ottimale non deve sentirsi la spina dorsale, nel caso opposto è meglio prima consultare un medico per assicurarsi che la diminuzione di peso non sia dovuta ad un malessere. Nel caso di semplice inappetenza a volte è sufficiente cambiare gusto di cibo ogni due o tre giorni tra quelli che preferisce all’interno della stessa marca.

La dieta BARF

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Che cos’è la dieta BARF

Far seguire al gatto una dieta BARF significa far mangiare all’animale carne cruda, ossa edibili e organi. BARF è un acronimo che sta per Biologically Appropriate Raw Food, ossia cibo crudo biologicamente appropriato. Coloro che adottano questa dieta sostengono che un’alimentazione naturale basata su carne cruda, ossa e organi sia nutrizionalmente superiore ai mangimi commerciali.

Mangiare a crudo in maniera ben bilanciata può portare numerosi benefici alla salute del gatto, come una pelliccia più sana, denti più puliti e niente più alito cattivo. Potrebbero però esserci delle controindicazioni, per i critici della dieta BARF come lo sbilanciamento nutrizionale, perforazioni intestinali e intossicazioni alimentari che per loro pesano più dei benefici. L’alimentazione BARF si basa sul fatto che il gatto è un predatore, come un lupo, e mangia ciò che trova in natura, ossia topi e uccellini, quindi dobbiamo replicare l’alimentazione naturale anche in casa, senza riempirlo di crocchette e cibi industriali.

No ai cibi industriali per gatti

Il rifiuto del cibo industriale comincia nel 2007 in seguito a degli scandali che travolsero le principali industrie che preparavano alimenti per animali, accusate di utilizzare nella produzione materie prime scarse, acquistate in Cina. Dopo una serie di controlli, infatti, si scoprì che il glutine acquistato era stato adulterato con melamina e acido cianurico, un mix letale perché causava la formazione di cristalli nei reni degli animali, compromettendone totalmente la funzionalità. Questo e altri ritiri di alimenti per cani e gatti dai banchi di vendita in seguito a contaminazioni da salmonella, tossine e botulino, hanno creato dapprima una crescente timore nei confronti dei cibi pronti, e una ricerca di soluzioni per salvaguardare la salute degli animali domestici.

Ecco che alla base della filosofia BARF c’è una forte diffidenza nei confronti dei cibi preparati industrialmente. Per loro le industrie che producono alimenti per animali mirano ad arricchirsi e a produrre grosse quantità di cibo nel minor tempo possibile. Di conseguenza non danno valore alla qualità dei cibi, che potrebbero mancare elementi nutritivi. Meglio nutrire il gatto con cibi presenti in natura, che non abbiano subito una lavorazione industriale: una sorta di cibo biologico per gatti.

Cosa mangia un gatto con una dieta BARF

Alla base della dieta BARF per il gatto c’è la somministrazione di cibo crudo, utilizzando carne, ossa, vegetali, uova, grassi animali ed integrando secondo alcuni con vitamine e minerali.

La carne è la componente alimentare principale per un carnivoro, perciò si deve avere a disposizione della carne e delle frattaglie crude. Una volta acquistata la carne cruda dal macellaio di fiducia, si prende una piccola parte e si taglia il tutto in bocconcini di dimensioni adatte al gatto. Successivamente si aggiunge una piccola dose di verdure grattugiate crude o di cereali o fiocchi di verdure messi precedentemente a mollo, si integra con i complementi necessari ed ecco che il piatto BARF è pronto!

La carne va lavata sotto acqua fredda corrente e asciugata, poi la si taglia in pezzettini delle dimensioni giuste per il gatto. Se si vuole sfruttare l’azione di pulizia che la carne ha sui denti del gatto, basta tagliare i pezzetti di una dimensione che sia metà di quelli dello spezzatino. Così il gatto è costretto a mangiare masticando ed elimina così la placca batterica in maniera naturale. Alcuni gatti hanno problemi con i pezzetti molto piccoli, in questi casi è meglio passare la carne al tritacarne oppure frullarla. Se congelate la carne ricordatevi di scongelarla bene prima dell’utilizzo, buttando il liquido che secerne durante lo scongelamento in quanto può contenere batteri.

Se si vuole aggiungere delle ossa al piatto, anche queste devono essere lavate, asciugate e infine tagliate con un trinciapollo o eventualmente passatele al tritacarne. Le ossa vanno tritate perché il gatto, ha le membrane esofagee e intestinali molto sottili e se troppo grosse le ossa rischiano di perforare l’intestino.

Le verdure crude vanno tritate e pulite, infine grattugiate e aggiunte nella ciotola con la carne.

L’opinione del veterinario

E’ importante essere consapevoli che nei manuali per medici veterinari non ci sono fonti scientifiche a supporto di questo tipo di alimentazione. Quando si decide di far intraprendere questo tipo di alimentazione al gatto si raccomanda, come prima cosa, un consulto dal veterinario. Altri consigli possono essere l’acquisto della carne in macelleria (possibilmente di fiducia), dove la qualità è essenziale per evitare malattie infettive e parassitosi. Attenzione anche all’uovo crudo, che contiene avidina, sostanza che può provocare al gatto problemi cutanei.

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